I RALLY RAID

Il primo Raid della storia: 1907 Pechino-Parigi del 1907 il trionfo italiano

Il desiderio di compiere imprese epiche al volante di un’auto è vecchio quasi quanto la storia dell’auto stessa. Nel lontano Gennaio del 1907 il quotidiano francese Le Matin pubblicò un annuncio eclatante: “Quello che dobbiamo dimostrare oggi è che dal momento che l’uomo ha l’automobile, egli può fare qualunque cosa ed andare dovunque. C’è qualcuno che accetti di andare, nell’estate prossima, da Pechino a Parigi in automobile?” Una sfida quasi impossibile che ha anche l’obiettivo di sostenere la diffusione dell’automobile, mezzo ancora raro e riservato a pochi agli inizi del ‘900. Il percorso prevedeva ben 16mila Km su una rotta con poche strade e dalle difficoltà incredibili, passando spesso per zone deserte ed impervie. Una prima parte attraverso la Cina, la Mongolia, la Siberia fiino ad arrivare agli Urali per iniziare a toccare le grandi città, Mosca, San Pietroburgo, Varsavia, Berlino, Liegi fino alla meta definitiva Parigi. Una vera e propria sfida ma l’automobile ha bisogno di convincere il pubblico sulle sue prestazioni e le competizioni rappresentano un’importante vetrina per dimostrarne le potenzialità.

Anche in Italia l’eco dell’annuncio desta interesse e il nobile Scipione Borghese decide di partecipare alla sfida iscrivendosi con una Itala. Al suo fianco il fidato meccanico/autista Ettore Guizzardi e grazie all’interesse del direttore del Corriere della Sera a bordo dell’auto ci sarà anche l’inviato Luigi Barzini, cronista molto esperto. La perfetta organizzazione di Borghese che una volta studiato il percorso predispone in punti strategici rifornimenti e ricambi e la copertura mediatica assicurata dal giornalista pongono l’equipaggio italiano tra i sicuri protagonisti della competizione.

Nonostante le numerose domande di iscrizione alla fine alla partenza di Pechino si presentano solo 5 vetture, tra le partecipanti la vettura italiana è decisamente la più pesante e robusta ma anche la più potente, gli altri hanno invece puntato sulla leggerezza che ben presto si rileverà sinonimo di fragilità. Sin dalle prime giornate di gara il passo della Itala di Borghese è decisamente superiore ma le difficoltà del percorso sono enormi. Rotture, insabbiamenti, attraversamenti di corsi d’acqua… ma nulla sembra fermare la compagine italiana dato che ogni minimo dettaglio è stato studiato con cura, dalla capacità dei serbatoi, ai ricambi a bordo fino alla possibilità di smontare i parafanghi per trasformarli in assi amovibili per superare ostacoli. Giorno dopo giorno il vantaggio della Itala sugli altri concorrenti cresce costantemente, durante le soste il giornalista Barzini trasmette i suoi resoconti dalle stazioni telegrafiche site nei posti più remoti. Le notizie sul grande raid automobilistico corrono lungo i fili del telegrafo per migliaia di chilometri. Il nome Itala e dell’equipaggio italiano rimbalza da Pechino a Shanghai, da Hong Kong a Singapore e ancora da Aden a Gibilterra, Roma, Londra.

L’arrivo a Parigi è a dir poco trionfale, il pubblico segue l’Itala per le strade, dalle finestre delle case alcune signore gettano fiori su Borghese e compagni, finalmente appare la torre Eiffel, sognata come “un faro portentoso durante tutto il viaggio”. La lunga corsa è finita, l’equipaggio italiano ha compiuto un’impresa formidabile attraversando la metà del mondo in soli 60 giorni. L’Itala, Borghese, Guizzardi e Barzini hanno segnato la storia. E gli avversari? Dopo ben venti giorni arriveranno i secondi classificati…